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Comprendere il dubbio, trovare le risposte e prendere atto delle condizioni esterne e dei nostri bisogni

Meglio la soddisfazione personale o economica: come nasce questa domanda?

Questa domanda nasce quando si vive la frustrazione di non sentirsi corrispondenti a ciò che si fa o a ciò che si percepisce come stipendio e il senso di impotenza spesso prende il sopravvento lasciando spazio alla lamentela e l’aggressività. 

Come fare la corretta valutazione 

Per fare correttamente questa valutazione sono tante le componenti che bisogna prendere in considerazione, sia personali che non, ma certamente è opportuno un monito per non restare incastrati nel meccanismo sterile della lamentela, comprendendo alcuni fattori determinanti: 

Innanzitutto è necessario fare un confronto con il mondo esterno, guardandosi attorno e ottenendo dei dati il più possibile concreti per rispondere al quesito: rispetto al lavoro che faccio, sono pagato adeguatamente? Sono pagato nella media?

Se non mi sento completamente soddisfatto, cosa desidero oltre ciò che sto facendo? In che modo il lavoro che svolgo può soddisfarmi maggiormente?

Attenti  alla richiesta di soddisfazione dei nostri bisogni

 A volte la frustrazione che si percepisce dipende dalla richiesta che facciamo alla soddisfazione stessa di quel lavoro. E’ necessario tenere a mente che il lavoro non può  assolvere a tutti i bisogni, ma solo ad alcuni. 

In tema di bisogni degli esseri umani, Maslow ha teorizzato nel 1954 una piramide, nella quale ad ogni gradino troviamo una categoria di bisogni fondamentali e incondizionati per l’uomo, a partire da quelli fisiologici, per poi passare a quelli di sicurezza e appartenenza, fino a stima e autorealizzazione. Pensare che solo il lavoro possa assolvere a tutti questi bisogni, è illusorio, mentre è certamente la vita nella sua interezza, a poterlo fare. 

L’ultimo passo: la presa di coscienza

Infine è necessario prendere atto che l’intera nostra società si fonda su convenzioni sociali, dalla gestione del tempo all’organizzazione lavorativa, regole che non sono naturali, eppure sono essenziali per poter convivere. Ciò comporta velocità nello stile di vita che ha poco a che fare con la specie umana aumentando la sensazione illusoria di aver bisogno di qualcosa.

Una volta fatte tutte queste valutazioni e presa coscienza della realtà, ma anche di ciò che possiede maggiormente valore per ognuno di noi, in quanto esseri umani, allora è possibile prendere una decisione equilibrata e fruttifera.

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