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Relax: ad ognuno il suo tempo (libero)

By 19 Luglio 2019 No Comments

Gentile dott.ssa, io e mia moglie abbiamo un’attività che sta crescendo molto e richiede tempo e testa. Quando finalmente possiamo riposarci si finisce a parlare di lavoro e quando ci imponiamo di non farlo, le vacanze o in generale il tempo libero, non soddisfa le aspettative, una volta è sbagliato il posto, una volta è poco il tempo.

Caro lettore, la difficoltà che racconta è comune a molti imprenditori. Lavorare, paradossalmente, è più facile che rilassarsi. Impegnati in progetti, produzione e vendite, ogni professionista già sà quali siano i passi da compiere, seppur nelle difficoltà. Ma quando vi è un exploit professionale, quello personale deve, e sottolineo deve, andare di pari passo. In altri articoli avevo già menzionato l’importanza dell’ozio come momento di progettualità, oggi sottolineo l’importanza delle scelte relative al tempo libero come tempo di ricarica energetica.

O si cresce in toto o niente. Quando un aspetto della propria vita migliora, bisogna alzare il livello di tutto il resto. Se così non fosse ci si porterebbe la zavorra di ciò che non è cresciuto e non si riuscirebbe a stare al passo con ciò che cresce, che sia la vita professionale, affettiva, o altro. Una coppia con una figlia di un anno, cerca di recuperare energie ogni volta che la bimba dorme o quando è all’asilo. Il momento della scelta delle vacanze è per loro fonte di altra stanchezza perché sono i primi a non aver chiaro come recuperare, con quale tipo di situazione. Quando la coppia organizza il proprio tempo libero all’ultimo minuto, torna sempre a vecchi schemi: ristoranti conosciuti, mete turistiche già viste e riviste, insomma non individua un nuovo modo di far vacanza perché ragiona ancora con vecchi modelli. In un certo senso non è al passo con i cambiamenti avvenuti nella propria vita. La conseguenza è la mancanza di appagamento perché per crescere bisogna cambiare alcuni aspetti di sè e della situazione: cambiando quelli, la persona cambia e necessita di cose diverse.

Suggerimenti per individuare nuove esigenze di relax. Rilassare, dal latino -relaxare, laxare- vuol dire allargare, con -re- che è una particella intensiva. Il significato dunque sta nell’allargare, allentare, scemare la coesione dei corpi. Relax non vuol dire “fare niente” ma fare qualsiasi cosa che allenti le tensioni. Ovviamente ognuno ha una sua modalità: c’è chi potrebbe stare sotto il sole fermo in spiaggia per ore perché si ciba di quel calore, del suono delle onde, e c’è chi necessita di una passeggiata in montagna o di nuotare o di scrivere. Un modo simpatico di individuare il proprio relax, sta in un semplice esercizio: carta e penna alla mano, si propone un elenco di ciò che si vorrebbe fare “oltre” il lavoro. Si può scrivere qualsiasi cosa, senza nesso logico, fosse anche andare sulla Luna. La lista va scritta in diversi giorni per lasciarsi tempo di pensare e giocare, dopodichè si rileggerà l’elenco cercando di trasformare le fantasie in realtà, programmandole e condividendole con amici o familiari. Andare sulla Luna, ad esempio, potrebbe significare la volontà di un viaggio in un luogo solitario e silenzioso.

Come si sceglie il tipo di vacanza. Cito un articolo di “Internazionale” in cui viene riportato il pensiero di una psicologa che suggerisce alle persone stressate di prendersi piccole pause più frequenti, invece di fare una lunga vacanza per far abbassare più spesso i livelli cronicamente alti di cortisolo. Chi soffre di ansia dovrebbe tornare in posti familiari, poiché “tutti i cambiamenti provocano stress, anche quelli positivi”. Una persona che è appena andata in pensione dovrebbe prendersi una vacanza di almeno tre settimane per spezzare una routine e liberarsi dall’abitudine di alzarsi a un certo orario per andare al lavoro. “Così tornerebbe a casa pronto a cominciare una nuova vita”, aggiunge la psicologa. Judie Fein, una scrittrice che si è occupata degli aspetti psicologici e trasformativi del viaggio, è una sostenitrice dei viaggi organizzati, come una crociera per le persone stressate, e di una rigida limitazione alla lettura delle email. Le persone depresse, invece, potrebbero decidere di fare una vacanza che preveda un’attività fisica leggera, magari unita a elementi spirituali come lo yoga o la meditazione, oppure a del volontariato. Sostiene che le vacanze non sono assolutamente tutte uguali e che esistono “modi di viaggiare meglio, in modo più profondo e capace di guarirti”. Dopo tutto, la vacanza non è un lusso ma una necessità, secondo lei. “Le nostre vite sono totalmente prive d’equilibrio, e una vacanza è un modo efficace di cambiare il ritmo della nostra esistenza, di esporre il cuore e la mente a cose nuove, e di dare una nuova prospettiva”.